venerdì 10 febbraio 2017

Impressioni



Voglia di andarsene via,mollare tutto senza girarsi,lasciarsi tutto alle spalle.Togliersi di dosso quel senso di malessere e di peso,di inutilità che persone vicino a te,ti fanno sentire.....
Poter rinegoziare la propria condizione,avere la possibilità,la disponibilità di poterlo fare.
Ma oramai,queste cose non ci sono più,e allora ti rammarichi e capisci che sei fermo,immobile,almeno fino a quando un nuovo spiraglio di luce:torni ad illuminarti!
Fanculo!

lunedì 6 febbraio 2017

6 febbraio 2015

Siamo abituati troppo bene,viviamo comodamente e non sopportiamo più le rinunce.
È bastata una nevicata per demolire ogni certezza.
La neve,ha coperto tutto di bianco,rompendo rami,alberi con il suo peso;Il mio giardino è devastato,i cipressi piegati,quasi a terra,il bellissimo sughero sardo,spaccato a metà ,l'ultimo sdraiato a terra! Manca la corrente il tutta la zona,non puoi usare  l'acqua calda per farti la doccia,il riscaldamento non funzione,perché senza energia la caldaia non funziona.
La stufa a pellets è ferma,perché anche lei,è alimentata dalla corrente.
Internet: neanche a parlarne; disagi su disagi.
Scrivo con matita e foglio questo post,per non scordarmi niente,poi lo trasferirò sulla mia pagina.
E ci si accorge che si è tornati un poco indietro.....
Alla fine anni 50, quando bambino,tutto questo era la norma! Il freddo,l'assenza di caloriferi,ma solo la buona e vecchia stufa a legna,con i cerchi per posare le pentole sul fuoco,con gli sportelli per la cenere ed il forno per cuocere,la piccola caldaia scalda acqua incorporata a fianco,il tubo per il fumo al quale vi erano attaccati del raggi di ferro orientabili per appendere piccole cose ad asciugare.
Il lavandino in pietra con l'acqua solo fredda.
Il "cesso" su ogni piano in comune. Il bagno inteso come pulizia personale,era un mastello in metallo che si riempiva d'acqua riscaldata sulla stufa,è una volta alla settimana ci si faceva il bagnetto.Per fortuna non durò molto quel sistema!
Tutto questo,per dire che alle prime difficoltà ci sentiamo persi,incapaci di reagire.
Mentre invece,si dovrebbe capire che nella vita non tutto è per sempre,e che la maggior parte della gente nel mondo vive ancora così ed anche peggio,con molto meno.

Quindi se capita e quando capita di essere in  difficolta' con disagi ai quali non siamo più abituati: prendiamola serenamente,perché infondo,siamo molto fortunati!

domenica 7 giugno 2015

VAN MORRISON IN CONCERT






Piazza della Loggia, Brescia, 6 giugno 2015. Non c’è niente da fare. I concerti estivi nelle piazze italiane evocano emozioni che nessun altro luogo riesce a manifestare (e di certo non le distese di cemento milanesi o le desolate lande “fuori le mura” romane). E così prendere la macchina e guidare poco più di un’ora per arrivare in piazza della Loggia a Brescia diventa meno stressante, sapendo di stare per assistere a un live di alto livello, in una location prestigiosa. Poi, certo, dipende anche dall’artista che sta per esibirsi, e Van Morrison è una di quelle divinità della musica per le quali spostarsi è solo un piacere.
Compirà 70 anni tra poche settimane, il buon Van, ma la sua voce è ancora quella di tanti anni fa, quando con Astral Weeks e Moondance aveva sorpreso il mondo della musica con due album che stavano tra loro come il sole e la luna, dopo un exploit come Brown Eyed Girl, ottima premessa e promessa di un futuro successo, e l’esordio col botto con un pezzo scolpito nella storia del rock come Gloria (inciso qualche anno prima insieme ai Them). Tutti capolavori che Morrison ha avuto la magnanimità di riproporre a Brescia, per la gioia dei suoi fan.
Noto per essere capace di esibizioni magnetiche sul palco, ma anche per essere profondamente umorale, l’artista nordirlandese ha deciso di riproporre il meglio della sua incredibile carriera. Piccolo, grassoccio, nascosto da completo, cappello e occhiali neri (un John Belusci invecchiato), Van è uscito sul palco appena scoccate le 21 e ha iniziato a suonare il suo sax, che avrebbe ripreso più volte durante la serata, in alternativa all’armonica. E alla voce naturalmente. Inconfondibile tra mille e ancora in perfette condizioni: limpida quando serve e sporca per cantare BB King quando è il momento di un omaggio al maestro.
Non è uomo di tante parole (ringrazierà un paio di volte in tutto il concerto, ed è già molto) né uno di quei performer trascinanti, ma se ne capisce la classe quando il pubblico scoppia in applausi spontanei dal nulla, a metà di una canzone, dopo un paio di note uscite un po’ così da quel suo sax del quale non sarà un virtuoso, ma che risulta essere davvero un’estensione del suo pur piccolo corpo. Non cerca l’applauso Van, ma dopo 50 anni di carriera certi meccanismi sono istintivi: non serve dimenarsi sul palco o arringare il pubblico per stregarlo. È il segreto del jazz, uno dei tanti generi dai quali Morrison ha attinto per creare quel suo sound unico, a metà tra soul, blues e folk, che tanto ha lasciato in dote alle generazioni successive.
Un uomo di poche parole, ma di grande intensità. Che, verso la fine di Gloria, ultimo brano in scaletta, dopo essere già rientrato due volte e un’ora e mezzo di concerto, esce senza dire nulla, lasciando i suoi bravissimi musicisti a chiudere la canzone e a prendere i meritati applausi. Quelli che la piazza rivolge anche a lui, sparito nel retropalco e forse già lontano. Più che una divinità un folletto. Irruento con la musica e schivo con le persone. Ma geniale.

venerdì 10 aprile 2015

Pensando all'indefinito.....


“È che stiamo così bene insieme che non ci serve parlare. 
Quindi
 resta ancora un po’ 
con la fronte nell’incavo del mio collo, col tuo respiro caldo e la punta gelida del tuo naso. 
Non smettere di accarezzarmi i capelli, neanche ora che siamo lontani.
Continua a stringermi, contro vento, senza più parlare.
È che nei tuoi tuoi silenzi ci ho trovato tutte le parole più belle che abbia mai sentito.”

giovedì 26 marzo 2015

Pensieri..

a volte sento
che la vita ci dimentica
che il tempo non si misura con gli anni,
ma con i giorni arresi,
senza quei baci ubriachi
che ti fanno dimenticare chi sei,
la vita si misura in giorni trasparenti
quelli sprecati
senz’amore
che non si possono dire
per non farsi più male